

Montag
La pelle del mondo
il Saggiatore
25 febbraio 2025
“L’evoluzione dell’uomo è diversa da quella delle altre specie, l’uomo è forte perché è forte nelle sue armi, è veloce perché è veloce nelle sue macchine. Che differenza c’è tra avere questi oggetti fuori o dentro di sé? Perché smetteremo di essere veri se iniziassimo a correre quanto una macchina grazie a delle gambe robotiche e non perché premiamo un pedale?”
La pelle del mondo è un romanzo che esplora il confine incerto tra corpo e identità, tra natura e macchina. Racconta la storia di chi tenta di riscrivere la propria esistenza, immaginando un “uomo altrimenti”.
Tommaso è un ricercatore ossessionato dal funzionamento del corpo umano, ma la scoperta più difficile che fa riguarda sé stesso: la sua mano destra smette improvvisamente di obbedirgli, trasformandosi in un arto estraneo e inutile. La malattia diventa per lui un trauma e una sfida: riparare, sostituire, migliorare. Deciso a non soccombere alla propria decadenza, si immerge in un mondo dove si intrecciano scienza, filosofia e ingegneria biomeccanica. In questo viaggio è affiancato da figure enigmatiche: Teresa, scultrice che modella corpi, e Jakob, teorico carismatico che predica il superamento dell’umano attraverso tecnologia e forza di volontà. Sullo sfondo c'è Scriba, entità che registra e modifica il destino del protagonista, un narratore sospeso tra macchina e memoria.
Tommaso attraversa ospedali asettici e laboratori segreti in una ricerca tanto corporale quanto filosofica. Cosa significa abitare un involucro che tradisce? Cosa resta dell’identità quando la carne è sostituibile, la mente programmabile e la vita un progetto in continua trasformazione? Inseguendo l’orizzonte di una nuova condizione umana, si chiede se il cambiamento sia un’effettiva via di salvezza o una condanna inevitabile.
Dicono di La pelle del mondo
- Davide Galipò, neutopiablog.org, 13 marzo 2025;
- Gaia Giorgi, nssgclub.com, 10 marzo 2025;
- Redazione, illibraio.it, 5 marzo 2025;
- La libreria del Golem, Facebook, 25 febbraio 2025;
- Antonio Prudenzano, illibraio.it, 26 dicembre 2024.
In particolare:
“In un ciclo temporale che va dal 2040 al 2099, l’atmosfera che permea il romanzo è a tratti allucinatoria, quasi lynchiana, la sua impostazione decisamente filosofica.”
Davide Galipò, neutopiablog.org, 13 marzo 2025
Torna a Agenzia letteraria
|